Come installare e ricaricare un condizionatore portatile

Ultimo aggiornamento: 29.05.20

 

Montare un dispositivo di questo tipo non è strettamente necessario ma fortemente consigliato; scopriamo poi se si può ricaricare il gas da soli oppure se serve un tecnico specializzato.

 

Molte persone scelgono un condizionatore portatile economico invece di quello fisso. I motivi possono essere diversi ma tra quelli principali c’è sicuramente l’impossibilità di installazione di quelli fissi perché magari si è in una casa in affitto e quindi non è possibile forare la parete. Un’altra ragione è la portabilità del dispositivo che può essere usato in più ambienti della casa senza dover comprare un climatizzatore per stanza. 

Ad ogni modo queste questioni ci interessano poco perché vogliamo parlare di installazione (o non installazione com vedrete tra un attimo) e ricarica, eh sì perché il gas refrigerante del condizionatore portatile non è eterno e va ricaricato. Nel corso del nostro articolo risponderemo anche a una domanda o se preferite, una curiosità: è possibile provvedere da soli alla ricarica del condizionatore? Per scoprirlo leggete fino in fondo e troverete risposte a questa e ad altre domande che magari vi frullano per la testa.

 

L’installazione

Potrebbe sembrare strano parlare di installazione in riferimento a un condizionatore portatile eppure è possibile. All’interno della confezione è sempre accompagnato da un kit. Per l’installazione del climatizzatore portatile devono essere rispettate due condizioni: va posizionato in prossimità di una finestra e di una presa della corrente, sempre che non si voglia fare ricorso a una inestetica prolunga. 

Perché è importante la vicinanza della finestra (quanto a quella della presa della corrente la risposta ci pare ovvia)? Perché bisogna espellere all’esterno l’aria calda, che passa attraverso un grosso tubo di scarico. Qui il problema principale è dover eseguire un foro nel vetro; per farlo bisogna chiedere l’intervento di un vetraio che ha le conoscenze e gli attrezzi giusti per fare il lavoro ad opera d’arte. Eseguito il buco, fissare il tubo è un gioco da ragazzi, l’aggancio è semplice e basta solo un sigillante di buona qualità. 

Quando il climatizzatore non è in uso, il foro praticato si chiude con un tappo facente parte del kit di installazione. È probabile che l’idea di praticare un foro nella finestra vi abbia un po’ raffreddati (tanto per restare in tema) e magari vi abbia portato a cambiare idea sull’acquisto. 

Quello che vi abbiamo spiegato è, senza ombra di dubbio, il miglior modo per sfruttare al massimo l’efficienza del climatizzatore ma delle alternative ci sono. La più pratica è sicuramente quella di lasciare la finestra aperta lo spazio necessario per permettere al tubo di uscire. La soluzione è comoda, veloce ma per nulla efficiente. Tutti sanno che per ottenere il massimo delle prestazioni da un condizionatore bisogna tenere chiuse le porte e le finestre, se queste sono aperte disperdete l’aria fresca e sprecare più energia. 

Un compromesso è rappresentato dal telo sigillante da applicare sulla finestra tramite una guarnizione. Dobbiamo dire che la tenuta non è sempre perfetta ma finché dura si riesce a ottenere un sufficiente isolamento dall’esterno. Se la vostra finestra ha le tapparelle potete provare una soluzione “fai da te”. Procuratevi del compensato e ricavate due pezzi della lunghezza della finestra alti una ventina di centimetri, incollateli e quindi eseguite un foro sufficiente al passaggio del tubo di scarico. Calate la tapparella sul compensato ed è fatta.

 

La ricarica del gas

Come prima cosa si verifica l’assenza di perdite con lo spray cercafughe. Appurato che non ci sono perdite e che quindi non serve alcun intervento, si crea il vuoto. Per fare ciò serve un kit carica e vuoto. Il kit va collegato alla valvola del vuoto e si svuota la pompa. Con un manometro si controlla che non ci siano altre perdite. Essendosi creato il vuoto la pressione scende vistosamente. Si attende una ventina di minuti e con il manometro si controlla nuovamente se ci sono perdite quindi si aggiunge il gas, vediamo come. 

Collegate la bombola alla macchina passando per il manometro e mettetela su una bilancia. Perché è importante la bilancia? Perché sul libretto delle istruzioni trovate le indicazioni su quanto gas va immesso, per quelli portatili si va da 500 g a 1 kg. Aprendo le valvole il liquido entra nel circuito per effetto della pressione del gas. La bombola ci dice quando è stato immessa la quantità necessaria. 

Con il manometro si controlla se la pressione è corretta. In caso contrario bisogna andare alla ricerca del problema che con molta probabilità potrebbe essere una perdita. Se è tutto in ordine, si chiudono le valvole.

Serve un professionista?

La domanda è se è necessario chiamare un professionista per ricaricare il gas del condizionatore. Come avete visto l’operazione è semplice e il kit carica e vuoto non costa neanche tanto, su 150 euro mentre l’intervento di un tecnico comporta una spesa tra i 60 e i 100 euro. Il grosso problema è un altro: la legge fa obbligo di rivolgersi a un tecnico specializzato in possesso di un patentino. Quindi, di preciso, a quale figura professionale rivolgersi? Dovete cercare un frigorista.

 

 

 

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