Come funziona una caldaia a condensazione

Ultimo aggiornamento: 28.05.20

 

Ultimamente sono sempre di più le persone che scelgono di sostituire la vecchia caldaia dell’impianto di riscaldamento domestico con un nuovo modello a condensazione, dal momento che questo tipo di caldaia permette di ridurre ulteriormente i costi di gestione.

Ma come mai le caldaie a condensazione sono così convenienti? E su quale principio si basa il loro funzionamento?

 

Entriamo nel dettaglio

Le normali caldaie, a prescindere dal tipo di combustibile utilizzato per la loro alimentazione, hanno tutte in comune il fatto di avere una limitata efficienza nella resa termica, dal momento che la maggior parte del calore che esse producono va perso per l’impossibilità di poterlo scindere dai fumi di scarico. L’elevata temperatura sviluppata dalla combustione infatti, nelle vecchie caldaie, non va soltanto a riscaldare l’acqua dei radiatori e quella dei rubinetti, ma prima di tutto l’aria all’interno della camera di combustione. Il calore che si trasmette all’aria e ai fumi, quindi, viene disperso nell’atmosfera attraverso la canna fumaria, senza poterne usufruire per contribuire a riscaldare la casa.

Nelle caldaie a condensazione, invece, è presente una camera con delle serpentine al suo interno, le quali agiscono da scambiatori di calore. I fumi di scarico roventi, quindi, prima di essere convogliati nel sistema di tiraggio ed espulsi, vengono fatti transitare attraverso questa camera, detta appunto di condensazione in quanto deputata a far condensare il vapore acqueo dei fumi di scarico che, attraverso le serpentine, cede quindi il calore accumulato utilizzando per riscaldare l’acqua che vi scorre all’interno. L’acqua del circuito dei termosifoni, che prima di ritornare al bruciatore passa dalle serpentine recuperando il calore della condensa, si pre-riscalda a sua volta riducendo notevolmente il consumo del combustibile richiesto per riportarla alla temperatura di esercizio.

 

 

I vantaggi dello sviluppo tecnologico

Il motivo per il quale nelle vecchie caldaie non era possibile utilizzare questo metodo era dovuto all’elevato livello di acidità della condense, e alla mancanza di un materiale adatto a sopportarlo. Lo stato attuale della tecnologia invece si è evoluto, però, rendendo possibile la costruzione di serpentine per lo scambio di calore grazie a nuovi materiali resistenti al livello di acidità delle condense, soprattutto le leghe di acciaio AISI 304L e AISI 316L, oppure le nuove leghe a base di alluminio-silicio, con l’eventuale aggiunta di magnesio, quindi le moderne caldaie a condensazione, oltre a una maggiore efficienza nelle prestazioni e nella resa termica, hanno il pregio di offrire anche un’elevata durata.

 

Risparmiare grazie alle detrazioni

Un’altra particolarità condivisa dalla maggior parte delle caldaie a condensazione, è quella di essere dotate di un bruciatore a premiscelazione che aumenta l’efficienza della caldaia e, al tempo stesso, riduce notevolmente le emissioni di monossido di carbonio e ossido di azoto, e questo ci riporta a un altro dei grandi vantaggi delle caldaie a condensazione, e cioè quello relativo all’impatto ambientale. Su una scala dove, a partire dai gradini più bassi, siano collocate le diverse tipologie di generatori di calore in base al loro livello di inquinamento, le caldaie a condensazione, soprattutto quelle alimentate a gas metano, si collocano nella parte più alta, superate soltanto dagli impianti solari termici, i quali hanno zero emissioni.

Questo permette loro di godere di particolari agevolazioni finanziarie, come la possibilità di dilazionare la spesa di acquisto e installazione e quella di ottenere delle detrazioni fiscali che possono arrivare fino al 50% della spesa complessiva, a seconda dei casi specifici.

Le suddette agevolazioni, inoltre, sono disponibili anche per coloro che sono intenzionati a sostituire le vecchie caldaie, incentivando così un numero sempre maggiore di persone ad adeguarsi alle nuove normative.

Le caldaie a condensazione hanno anche delle limitazioni, che sono dovute però a fattori contingenti variabili da persona a persona. Innanzitutto si tratta di apparecchi a elevate prestazioni costruiti con materiali e tecnologie di ultima generazione, quindi hanno un costo maggiore rispetto alle normali caldaie tradizionali; a seconda della ditta produttrice e del livello di potenza scelto, infatti, il prezzo di una caldaia a condensazione potrebbe variare dai 1.000 ai 3.000 euro circa. Per quanto riguarda questo aspetto, però, è bene tenere conto degli incentivi fiscali di cui abbiamo parlato in precedenza, che possono arrivare a dimezzare il costo dell’apparecchio.

 

 

Altri aspetti da valutare

Un altro limite è dato dalle particolari condizioni richieste per la messa in opera dell’impianto, dal momento che la normativa di legge relativa all’installazione, verifica, controllo e manutenzione dei generatori di calore, impone di collegare la caldaia a condensazione non a uno, ma bensì a due distinti impianti di smaltimento, uno per eliminare la condensa proveniente dalla caldaia e un altro per eliminare quella proveniente dal sistema di scarico dei fumi.

Data la particolarità del sistema per il recupero del calore dai fumi di scarico, inoltre, il tiraggio delle caldaie a condensazione non è naturale, ma è regolato da un sistema di ventilazione forzata. Questo fa sì che la loro installazione diventi oltremodo problematica in quegli immobili condominiali dove è presente una singola canna fumaria collettiva, alla quale collegare le caldaie delle singole unità immobiliari.

Per concludere, quindi, le caldaie a condensazione rappresentano un salto di qualità rispetto ai modelli tradizionali, sia per quanto riguarda la tecnologia e i materiali impiegati nella loro fabbricazione sia in termini di prestazioni e riduzione dei consumi e delle emissioni inquinanti. Il loro costo elevato, però, potrebbe rappresentare un problema per alcuni, a dispetto delle agevolazioni fiscali, e non sempre le caratteristiche strutturali di un immobile permettono di adempiere agli obblighi previsti dalle normative vigenti in materia di scarico dei fumi. Va da sé che è bene valutare con attenzione questi aspetti prima di scegliere il tipo di impianto di riscaldamento da installare nella propria abitazione.

 

 

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