Come evitare malfunzionamenti e guasti alle caldaie

Ultimo aggiornamento: 08.12.19

 

Dai controlli periodici agli interventi, tutto quello che bisogna sapere per mantenere in buono stato il proprio impianto di riscaldamento

 

Uno degli aspetti più importanti di cui bisogna tenere conto, nell’ottica della gestione di un impianto di riscaldamento domestico, è data dalla sua sicurezza d’esercizio.

A prescindere dal tipo di generatore di calore, infatti, il bruciatore e il tipo di combustibile utilizzato, solido o liquido che sia, comportano dei rischi più o meno elevati se non sono adeguatamente installati, collaudati e periodicamente sottoposti a controlli e manutenzione. I livelli di rischio aumentano gradualmente a seconda del tipo di combustibile usato poi, dal momento che agli eventuali malfunzionamenti del bruciatore si possono aggiungere i problemi derivanti dalla gestione del combustibile.

 

La sicurezza prima di tutto

Alla luce di quanto appena detto appare ovvio, quindi, che le caldaie a gas sono quelle maggiormente a rischio, visto che un guasto nell’impianto potrebbe portare a una perdita di gas con risultati potenzialmente disastrosi, soprattutto se invece del metano la caldaia è alimentata a GPL e bisogna fare i conti anche con lo stoccaggio delle bombole.

 

 

Grazie ai continui progressi della tecnologia, però, paradossalmente le moderne caldaie a gas sono di gran lunga più sicure rispetto al passato. Le stufe e i camini a combustibile solido, invece, offrono maggiore sicurezza sul versante della gestione del combustibile ma bisogna stare molto attenti alle emissioni di scarico, perché i fumi prodotti dalla combustione della legna sono più densi e creano incrostazioni che si accumulano e riducono l’efficacia del tiraggio per cui, a lungo andare, potrebbero causare l’incendio della canna fumaria.

Date le premesse, quindi, adesso cercheremo di capire come fare a evitare la possibilità di un guasto alla caldaia, o al sistema di scarico dei fumi, e cosa prescrive la legge in materia di sicurezza degli impianti.

 

La canna fumaria

Visto che abbiamo accennato alla canna fumaria possiamo cominciare con un breve excursus relativo a questa particolare componente, che è comune a tutti gli impianti di riscaldamento basati su generatori di calore a combustibile.

La legge che regola l’installazione, il collaudo, il controllo e la manutenzione periodica dei generatori di calore per il riscaldamento domestico, riporta chiaramente che il controllo e la pulizia della canna fumaria vanno eseguiti almeno una volta all’anno se questa è collegata a un generatore di calore alimentato a biomassa (pellet), a bioetanolo oppure a gas. Due volte all’anno, invece, se l’impianto di scarico dei fumi è collegato a una stufa, un camino o un termocamino alimentato a legna.

Per quanto concerne stufe e caldaie, invece, è importante attenersi alle direttive della ditta produttrice dell’impianto. Ogni modello di caldaia, a prescindere se a legna, pellet o gas, è accompagnato dal relativo libretto d’uso e manutenzione; nel libretto, a parte le caratteristiche tecniche e le istruzioni di utilizzo della caldaia, sono indicate anche le procedure da eseguire per la corretta installazione, i parametri standard entro i quali va regolata e la frequenza con cui devono avvenire la manutenzione e i controlli e la manutenzione.

Quest’ultima, nella maggior parte dei casi, ha una periodicità standard comune a tutte le caldaie, a prescindere dal marchio di produzione e dal tipo, e bisogna che sia effettuata almeno una volta all’anno. Ciò non toglie, però, che a seconda del tipo di impianto scelto e del modello di caldaia, questa indicazione potrebbe variare, ecco perché è importante fare riferimento al libretto della caldaia come prima cosa.

 

Che cosa dice la legge

Ritornando all’aspetto puramente giuridico, invece, la legge stabilisce che il primo intervento di manutenzione e controllo vada eseguito al termine dei lavori di installazione della caldaia, in concomitanza con la prima accensione e il collaudo dell’impianto, dopodiché differenzia le operazioni di semplice controllo da quelle volte alla manutenzione, e stabilisce una diversa periodicità per ognuna di esse, in base alla potenza termica caldaia.

Per quel che riguarda il Controllo di Efficienza Energetica, tutte le caldaie a combustibile liquido o solido con potenza inferiore o uguale a 100 kW, quindi, hanno l’obbligo di legge di effettuarlo una volta ogni due anni. Deve essere eseguita ogni anno, invece, se la potenza dell’impianto va dai 101 ai 350 kW.

È bene ricordare, però, che il controllo è un adempimento che la legge richiede soltanto allo scopo di verificare che l’impianto rispetti ancora i parametri di efficienza energetica dichiarati dal fabbricante, e non per questioni di sicurezza dell’impianto. Quest’ultima infatti, deve essere garantita dalla manutenzione periodica, e per le modalità di esecuzione di questo tipo di interventi la legge rimanda alle disposizioni indicate dal fabbricante sul libretto della caldaia, quindi nella maggior parte dei casi sono da eseguire con una periodicità annuale.

Ogni dieci anni, inoltre, la legge prescrive un controllo completo e approfondito dell’intero impianto, a prescindere dalla sua tipologia.

 

 

Gli interventi solo di personale qualificato

Tutte le operazioni di manutenzione e controllo dell’efficienza energetica, per essere regolarmente valide, devono essere eseguite da personale tecnico specializzato e certificato, regolarmente iscritto alla CCIAA, la Camera di Commercio, Industria e Artigianato. Al termine del controllo della caldaia, infatti, la ditta o il tecnico incaricato dovranno compilare un rapporto in triplice copia completo di uno speciale bollino di convalida, una delle quali verrà inviata all’ENEA.

È molto importante che questa procedura sia rispettata, altrimenti ci si ritroverà con un impianto non a norma, soggetto a pesanti sanzioni pecuniarie. Se non volete ritrovarvi tra le mani una multa salatissima, quindi, è bene affidarsi esclusivamente a personale qualificato, anche se bisogna spendere qualcosa in più; la soluzione migliore, in tal senso, è affidarsi alla stessa ditta che ha eseguito i lavori di installazione dell’impianto, in modo da andare sul sicuro.

Per incrementare al massimo la sicurezza d’esercizio della caldaia (lista dei migliori prodotti) ed evitare di correre il rischio di un potenziale incidente, inoltre, è consigliabile fare uso dei sensori ambientali. Questi dispositivi sono in grado di rilevare la composizione dell’aria, quindi sono progettati per emettere un segnale d’allarme quando la concentrazione di determinate sostanze, CO2, metano e propano per esempio, supera una certa percentuale.

Sono quindi in grado di segnalare tempestivamente il problema in caso di fughe di gas o di ristagno domestico dei fumi di scarico, permettendo di intervenire prima che possano causare seri problemi.

 

 

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