Climatizzatore portatile: è davvero conveniente?

Ultimo aggiornamento: 25.05.20

 

Costi, caratteristiche, consumo e fattori esterni: tutto quello che c’è da sapere prima di procedere all’acquisto di un apparecchio di questo tipo

 

Puntualmente, ogni volta che si avvicina il periodo estivo, un gran numero di consumatori si ritrova di fronte agli stessi interrogativi: come affrontare le ondate di caldo in arrivo in un modo che possa essere economicamente sostenibile? È meglio investire in un impianto di climatizzazione oppure acquistare un climatizzatore portatile? La scelta di un climatizzatore portatile è veramente conveniente oppure no?

Rispondere a queste domande in maniera esauriente significa esaminare l’argomento da diverse prospettive, quindi non soltanto dal punto di vista economico, perché questo tipo di apparecchio porta sia vantaggi sia svantaggi e, in determinate circostanze, potrebbe rivelarsi problematico da gestire. Prima di affrettarsi a comprarne uno, quindi, cerchiamo di approfondire la questione nella maniera più ampia possibile.

Il climatizzatore portatile è un dispositivo in tutto e per tutto analogo ai modelli fissi per quanto concerne le funzionalità offerte, l’unica differenza sostanziale risiede nel fatto di poter essere spostato a piacimento da una stanza all’altra, a seconda delle proprie esigenze. La resa nelle prestazioni di conseguenza, come per i normali climatizzatori, dipende dal numero di BTU dell’esemplare stesso.

 

Come stabilire l’efficienza con i BTU

I BTU, o British Thermal Unit, sono un’unità di misura utilizzata soprattutto negli Stati Uniti e nel Regno Unito, e indicano la quantità di calore necessaria per innalzare di un un grado Fahrenheit la temperatura di una libbra d’acqua. Questa unità di misura, nei Paesi anglosassoni, è utilizzata sia per definire il potere calorifico degli impianti di riscaldamento sia quello dei sistemi di condizionamento degli ambienti.

Per essere realmente efficiente, quindi, un climatizzatore deve possedere un certo numero di BTU in base alla superficie del locale da condizionare, il rapporto è quindi espresso con la formula BTU/mq. Per fare un esempio pratico, per condizionare l’aria di una stanza di 25 metri quadri occorre un climatizzatore da 6.000 BTU, se la superficie è di 35 metri quadri invece, occorrono almeno 9.000 BTU, che diventano 12.000 se la superficie è di 45 metri quadri.

 

 

Il numero dei BTU, e quindi l’efficienza nelle prestazioni, influiscono ovviamente sul prezzo dell’elettrodomestico, e maggiore è la superficie dell’abitazione tanto più elevata sarà la spesa richiesta per dotarsi di un climatizzatore efficiente, a prescindere se si tratti di un modello portatile o fisso. Rimanendo nell’ambito dei climatizzatori portatili, orientativamente parlando la spesa da sostenere può variare dai 250 euro circa per un modello da 8.000 BTU, quindi adatto per una superficie di circa 30 metri quadri, fino ai 1.300 euro e oltre, a seconda della ditta produttrice, per i modelli da 12.000 BTU.

Ne consegue quindi che gli apparecchi che vanno dai 6.000 ai 9.000 BTU, paragonati a quelli di uguale capacità ma da installare in posizione fissa, sono effettivamente vantaggiosi dal punto di vista economico, soprattutto tenendo conto della loro mobilità. I modelli da 12.000 BTU, invece, possono arrivare a costare anche il triplo rispetto agli impianti fissi forniti di uguale capacità, quindi sono decisamente meno convenienti e consigliabili esclusivamente nel caso in cui non sia possibile optare per l’installazione di un climatizzatore fisso con split.

 

L’importanza degli infissi a tenuta

Un’altra problematica da considerare è la presenza o meno di infissi capaci di garantire la tenuta stagna, ed effettuare quindi una netta separazione tra il microclima interno dell’abitazione e quello dell’ambiente esterno. Molte persone, infatti, rinunciano a usare questi apparecchi proprio perché vivono in abitazioni di vecchia data, oppure in affitto, dove gli infissi non sono a tenuta e, anche piazzando salsicciotti o altre soluzioni alternative a basso costo, generano correnti d’aria continue che andrebbero a incidere pesantemente sul consumo elettrico del climatizzatore, costringendolo a lavorare più del dovuto per mantenere la temperatura richiesta.

In questi casi la scelta di un climatizzatore portatile potrebbe essere molto penalizzante in termini di costi di gestione, ecco perché molti preferiscono affidarsi ancora ai ventilatori o ad altri elettrodomestici analoghi, che costano meno e hanno un assorbimento di potenza di gran lunga inferiore.

Per quanto riguarda gli aspetti prettamente tecnici, invece, bisogna tenere presente che il climatizzatore portatile, al pari di quello fisso, ha due caratteristiche distintive: la necessità di essere messo in comunicazione con l’ambiente esterno e il fatto di generare condensa quando è in funzione.

 

 

Soluzioni per il corretto posizionamento

Bisogna quindi gestire il tubo di aspirazione dell’aria e i modi possibili sono soltanto due, praticare un buco da qualche parte o aprire uno degli infissi, vanificando quindi la perfetta tenuta e mettendo a rischio il consumo energetico. Anche in questo caso esistono soluzioni più o meno a basso costo per risolvere il problema, chi sceglie di fare il buco può limitarsi a crearlo nel vetro di una o più finestre invece che nelle pareti, per esempio, oppure, se non avete l’anima del perforatore, potete acquistare una di quelle guarnizioni isolanti che si applicano agli infissi e permettono di aprirli quanto basta per far passare il tubo di aspirazione mantenendo, almeno teoricamente, la tenuta ermetica dell’infisso.

La condensa invece, generata costantemente quando l’apparecchio è in funzione, deve essere smaltita e le modalità differiscono in base al modello scelto, alcuni hanno dei serbatoi di raccolta e quindi bisogna ricordarsi di svuotarli per tempo, mentre alcuni dei modelli più recenti cominciano a integrare dei sistemi per lo smaltimento automatico della condensa tramite evaporazione.

In ogni caso, sul mercato è possibile trovare dei climatizzatori portatili completamente accessoriati, comprensivi quindi di sistema di smaltimento della condensa, sistema di filtraggio HEPA per la purificazione dell’aria e guarnizione isolante compatibile con il tubo in dotazione. Ovviamente il prezzo di questi apparecchi è leggermente più alto, e i modelli dai 6.000 ai 9.000 BTU possono avere un costo variabile dai 400 o 450 euro fino agli 800 o 900 euro.

 

 

0 0 vote
Article Rating
Sottoscrivere
Notifica di
guest
0 Comments
Inline Feedbacks
View all comments