Canna fumaria: materiali, funzionamento e tiraggio

Ultimo aggiornamento: 28.05.20

 

Prima di affrontare la spesa di una stufa a pellet o di qualsiasi altro tipo di generatore di calore destinato al riscaldamento domestico, ed eventualmente anche alla produzione di acqua sanitaria, bisogna fare particolare attenzione alla canna fumaria. Si tratta di un complemento indispensabile per qualsiasi tipo di caldaia si desideri usare, infatti, ed è quindi importante sia per le abitazioni private singole sia per quelle che si trovano negli immobili condominiali.

 

La normativa

Se l’immobile è in fase di costruzione allora il problema è relativo, dal momento che il sistema di tiraggio con le canne fumarie potrà essere tranquillamente installato durante i lavori, in pieno accordo alla normativa UNI EN 13501-1, che stabilisce i parametri standard relativi ai materiali di fabbricazione e al corretto posizionamento delle canne fumarie. Negli edifici già esistenti, però, nelle singole unità abitative che ne sono sprovviste e negli immobili di vecchia data da sottoporre a ristrutturazione, si dovrà fare i conti con il progetto esistente e regolarsi di conseguenza. Facendo ben attenzione a verificare se ci sono i presupposti per rientrare nelle eccezioni previste dalla legge.

 

 

Il sistema di tiraggio e di scarico

A prescindere se l’immobile è nuovo o da ristrutturare, il sistema di tiraggio e scarico dei fumi di combustione deve essere progettato e realizzato da un professionista specializzato e certificato nel campo della termotecnica, visto che per ottenere le autorizzazioni necessarie all’installazione dell’impianto bisogna presentare una documentazione sullo stato della canna fumaria, redatta e firmata da tecnici, o ditte, certificati secondo le normative di legge.

È caldamente consigliato evitare le soluzioni fai da te, quindi, o di ricorrere a manodopera non certificata pensando poi di poter risolvere direttamente le cose in fase di verifica. Il tiraggio del fumo infatti, secondo la normativa, è soggetto a severe restrizioni e, tanto per cominciare, deve essere obbligatoriamente verticale in modo da garantire la massima efficienza nella rimozione e nella corretta dispersione dei fumi nell’atmosfera.

Inclinazioni di 45° al massimo sono eccezioni consentite esclusivamente per le sezioni di tubo che andranno a collegare la stufa alla canna fumaria. Dette sezioni, tra l’altro, devono essere posizionate a una certa distanza dalle pareti e dai mobili, in modo da renderle facilmente accessibili per le operazioni di pulizia e manutenzione periodica.

 

Gli obblighi

La canna fumaria, inoltre, deve rispettare l’obbligo di scaricare i fumi a tetto non soltanto nei condomini, ma anche nelle singole unità abitative ormai, come stabilito dalla modifica alla normativa introdotta nel 2012. Le eccezioni che permettono l’installazione di un impianto di riscaldamento con scarico dei fumi a parete invece che a tetto, infatti, sono sempre più rare e strettamente legate alle condizioni dell’immobile, alla sua collocazione, alla superficie complessiva da riscaldare, al modo in cui sono strutturati e suddivisi i vani e altro ancora.

La norma UNI EN 13501-1 stabilisce anche che la canna fumaria, le sezioni di collegamento e gli eventuali complementi come i sistemi di tiraggio forzato a ventilazione elettrica, devono rientrare nella classe A1 e quindi essere obbligatoriamente realizzati con materiali incombustibili, oppure in acciaio inox, e in questo caso bisogna assicurarsi che la lega utilizzata sia la AISI 316, dal momento che viene chiaramente designata nella normativa come quella più adatta, in quanto mantiene una elevata resistenza alla corrosione intergranulare anche dopo la saldatura.

Secondo gli obblighi di legge l’acciaio deve essere coibentato, ovviamente, a prescindere se la canna fumaria è del tipo monoparete o a doppia parete con intercapedine. La differenza che intercorre tra le canne fumarie monoparete e quelle a doppia parete sta tutta nella maggiore resistenza che queste ultime offrono alle elevate temperature, quindi la loro installazione è consigliata soprattutto per gli impianti di riscaldamento centralizzati, con un singolo generatore di calore ad alta potenza atto a coprire adeguatamente il fabbisogno di più unità abitative.

 

Canna fumaria in acciaio

La canna fumaria in acciaio coibentato monoparete, invece, è più adatta per i generatori di calore di media potenza, come le stufe a pellet di piccole dimensioni; a meno che la situazione strutturale non sia tale da richiedere per forza un maggior isolamento termico per le sezioni di collegamento, che vanno collocate internamente, se non addirittura per tutto il percorso della canna fumaria.

L’acciaio coibentato offre molti vantaggi rispetto alle vecchie canne fumarie in laterizio, a cominciare da una maggiore facilità per quanto concerne la pulizia e la manutenzione. È anche più “flessibile”, dal momento che può essere modellata con diversi tipi di raccordi e adattarsi molto più facilmente alle caratteristiche architettoniche dell’immobile. Il fatto di poter essere tranquillamente installata anche esternamente infatti, permette di dotare di canna fumaria anche gli immobili di vecchia data che ne sono del tutto privi, permettendo di installare o adeguare l’impianto di riscaldamento nel rispetto delle norme imposte dalla legge.

 

 

Canna fumaria in polipropilene

Un altro materiale incombustibile molto apprezzato per la realizzazione di canne fumarie, sia per l’economicità sia per le sue caratteristiche di adattabilità, è la resina termoplastica nota come polipropilene rigido. Come abbiamo appena accennato, l’estrema adattabilità di questo materiale ne facilita oltremodo l’installazione, le canne fumarie in polipropilene sono quindi ideali per risolvere le problematiche dei vecchi impianti, soprattutto quelli centralizzati degli edifici condominiali.

L’unica limitazione delle canne fumarie in polipropilene è quella di essere adatte esclusivamente per i generatori di calore che producono fumi a basse temperature, quindi sono consigliabili quasi esclusivamente per le caldaie a gas, soprattutto per quelle di ultima generazione che sono dotate di camera di condensazione per il recupero del calore dai fumi di scarico.

Le caldaie a condensazione, infatti, sono utilizzate soprattutto nelle abitazioni private, dove sono alimentate a metano o GPL, e nelle singole unità abitative di immobili condominiali privi di impianto centralizzato, dove però è richiesto l’allacciamento alla rete del metano.

Concludendo il discorso ricordiamo che, almeno una volta l’anno, è necessario spegnere l’impianto di riscaldamento per procedere alla pulizia della canna fumaria, in modo da preservare l’efficienza del tiraggio ed evitare spiacevoli incidenti.

 

 

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